Visual Art MegaZine · archaeoaesthetics & contemporary art magazine · 4th year · 3 · May/June 2006 · Venice Italy 

portrait

franco
ferri mala
in this number


Diamanda Galas


Veszprémi Imre
 

Carlo Scarpa


Grosso

ELECTRONIC

MEDITATIONS


Vezati

NO TIME NO SPACE


Next Numbers

J.L.Borges

Dino Buzzati


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Portrait poesia a cura di Gianantonio Grosso

IN PALLIDI SENTIERI
FRANCO
FERRI MALA

Jean-Baptiste-Camille Corot -1861
 Museum of Fine Arts, Houston, Texas

La chiarezza, la sensibilità, il calore
del poeta Franco Ferri Mala si schiudono in tutta la loro bellezza, a chi si accosta alla lettura dei versi che abbiamo il piacere di pubblicare in esclusiva, per i lettori di Visual Art MegaZine.
La pacatezza dei ritmi, le sonorità che qui si evocano, riportano ad una ricerca interiore mai sopita, ad un sottile interrogarsi sull'esistenza di quel paradiso perduto, mai ritrovato, in cui naufragio e perdita si intrecciano nell'errante desiderio di essere.
La "lezione novecentesca" riprende vigore nei versi di Ferri Mala e torna in primo piano: la tensione, l'ansia malcelata, il sentirsi: "numero identità movimento ombra", il mancato riconoscimento di un'identità, il disperdersi dell' io, frantumato in percezioni incoerenti, l'impossibilità di esprimere un gesto definitivo, risolutore, di poter far defluire l'universo emozionale in flussi-orgasmo. Tutto ciò sembra vanificare lo sforzo del vivere, incagliato tra spiagge virtuali e fortezze di sogno: "
è amore che non regge all’urto" in una sorta di condizione estrema, di esistenzialismo metafisico.
Eppure in Ferri Mala traspare ancora la speranza dell'appagamento, la possibilità insepolta di agire per sintonia, la capacità di ricongiungersi, di amarsi in assenza di dolore, di reintegrarsi ad una realtà oggi sconosciuta. Non è il mondo in quanto tale che va osservato e giudicato. Il "mistero della vita", questa presenza assente, è la nostra stessa volontà trasformata in intento, la forza espressa del desiderio, il sogno manifesto insito in ognuno di noi. Questa, la vera capacità di trasmutare il sogno in nuova realtà. Grazie Franco.


M'INOLTRO IN PALLIDI SENTIERI
di Franco Ferri Mala

1
M’inoltro in pallidi sentieri
Che a mala pena conosco
E non so quale ansia
O quale antico tormento
Mi sarà compagno.
Se non è vita, è il suo vuoto
Quello che ieri mi vinse,
E’ il suo ritmo quello che oggi mi tenta
E insieme sono le tentazioni,
I desideri, i miraggi, gli umani affanni
Che cercano di conoscere l’evento,
Il sortilegio che li ha generati.
Ma è amore che non regge all’urto,
È il fitto, impossibile evento dell’anima
Che tenta nuove rive.

Pungenti le cose appaiono,
Tracce o inganni,
O forse soltanto il buio infinito, profondo,
Incontenibile uragano di niente
Dove l’anima vaga sola,
Anticipa i tempi
Né osa più interrogarsi.
Silenzioso un volto appare.
La tua essenza rifluisce nel sangue
In tremiti che mi sono famigliari.
L’appiglio al quale mi tengo
E’ una traccia di te sempre più labile,
E’ una trottola che gira e che non sa
Se fermarsi o continuare a girare.

2
Quando il vento
Svelata ogni forma risorge
E anche il suono si sgretola
In mille frammenti dolorosi
Allora,
Soffrendo il male,
Potremo anche noi uscire dal limite,
Riandare a quel ticchettio sordo
Che anima l’universo dei nostri sogni.
Sarà grazia e consolazione
L’aver atteso tanto,
L’essere divenuti cauti nel dono d’amore.
Chi unisce le nostre sorti
Ben sa la soma di dolore
Di questo nostro amore così ambulante
Così muto.

3
Verrai, dimmi che verrai,
Gli alberi in questi giorni cambiano colore,
Feriscono il turchino, il rosa, l’amaranto,
Il bianco, il giallo;
Ogni cosa ha il colore dei tuoi occhi,
Perla malata, glicine in fiore.

Invisibile notte
Tenera ti distendi
E il tuo moto è triste come quell’arpeggio
Di stelle che tu ben sai.
Non alito di memoria spira,
Non il bacio non la carezza non lo sguardo
Bensì numero identità movimento ombra.
Grumi di oscurità si perdono sul tuo volto,
Dissipano l’ombra le tue mani.

4
Nascere e morire
E poi ancora nascere
E poi ancora morire
E così di nuovo,
Per l’eternità del tempo che consola.
Altra sorte non conosco.
Fissi in un punto osserviamo
Questo nostro stormire
Sempre più stanchi sempre più stupiti.
Ogni cosa torna al principio che l’ha creata,
Ma tu sei ferma e immutabile.
Nulla di ciò che è successo può avere un volto,
Nulla di ciò che è accaduto può avere un’eco
Di luminosa impresa.
Quanto tempo svanito nelle notti accese.

5
Il ritmo delle stagioni
Tutta t’avvolge e ti preme.
Tu sei la nebbia che dagli stagni gelati
Sale insonne a ricoprire i boschi.
Tu sei il giallo delle primule accese
Nei campi di verde marino.
Tu sei lo splendore della pesca matura
Che pende da un cielo di fuoco.
Tu sei l’agonia d’una foglia
che muore nell’acqua d’ottobre.
Per ogni stagione tu sei due versi,
Per me sei l’incredibile tempo
Che freme al suo ceppo
E prega l’eternità
Per ogni istante in tua compagnia.

6
Sussurrano le voci dei pini tra i fossi,
Scorrono le linfe nei cedri,
Nulla in me è mutato,
Ogni durata d’amore
E’ come sostare nell’ombra di una stanza
E sentirsi intimamente percorsi da quell’ombra
Restarne prigionieri.
Ma se questa ombra che dai muri sale
Puoi tu accoglierne la speranza,
Non è il supplizio che ancora mi tenta,
E’ l’inquietudine che affila i suoi inganni,
E’ l’essenza del reale che improvvisa
Disvia i porti
Dove tu vivi le tue pause.
Il fuoco arde ovunque e lunghe fila di vite tentate
Piegate al vento infermo
Sanno i tuoi tormenti.
Sulle pagine del mare gabbiani limpidi
Fissano i tuoi accordi silenziosi.
Tu intanto esisti.
Guardi oltre il mare e attendi.

7
Donde il mare trabocca dalla sua stretta
Sei tu che ancora puoi corrermi incontro,
Salvarmi dai trepidi inganni che il mondo
Intreccia festoso.

8
Esisti, i mandorli tornano a fiorire.
Nel cielo nero del mio mondo
Sei come una cometa,
Appari di notte, tutte le notti.
Qualcuno va, qualcuno ritorna.
Qualcuno contiene il tuo destino.
Vivi, incredibilmente i tuoi pensieri
S’alimentano come fuoco d’astri tranquillo.
Qualcuno va, qualcuno ritorna.

9
Fedeli apparizioni in un giorno di malato sole.
Penso al nascere quotidiano,
A te che ti misuri nella pienezza
Dei tuoi atti più segreti.
Come la vita ti sia data
E’ un mistero
Che svelare non può presenza alcuna,
Non il passato
Non le voci roche degli oracoli.
Forse una parola s’è perduta tra i sassi del tuo paese.
Impossibile una parola sussiste nel varco…
Non sappiamo nulla di noi,
Di questa nostra storia mortale,
Del corso dei nostri pensieri,
Andiamo come ciechi
Verso un balugino di sogni
In un tempo che raggela.

Muti ascoltiamo il nostro passo
Sotto un cielo che odora di grigio.

Pensaci .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

landscape

yves klein


SCULPTURE PROJECT

Artists in Venice Residence 2006


I LOVE DADA

William Blake
 

Kaori Yuki

Alberto Savinio

Daniela Picilocchi

Lorena Acerboni


Archaeoaesthetics


Re Creation



the AWC Mission


haiku



Il Primo Portale Europeo di Archeoestetica.
Arte contemporanea, Letteratura, Poesia, Musica nel Web.