la bella rosina part.

 

 

cañon

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vezati
 pr EsE nta 

 Hannibal

 

L'unica Forma a priori è l'ordine temporale che un osservatore attribuisce alle proprie sensazioni, tutto il resto è relativo.

Bene!  Bisogna solo adattarsi ad un randagismo di ordine circa neutrinico, senza tralasciare la necessità di una memoria iperbolica.  Il Dottor FAUSTROLL direbbe che la questione si presenta assai triviale: esponenziate la massa ed espandete la memoria legandoli con la velocità di un pensiero: per i piccoli spostamenti si va lenti, ma per le Grandi Distanze NON C'È LIMITE.  Non mi resta che sviluppare la ricetta: computer, colori senza cornice e dimensione Athabaska.  L'opera così non è più un oggetto, ma un assemblato interattivo dove ogni elemento presenta un dualismo elettronico onda-massa in quanto è particolare e contemporaneamente anche universo indipendente.  Il tutto parte da una condizione al contorno statica (quadri e oggetti di varia natura), ma tramite il computer è destinato ad una fase dinamica dove i singoli elementi diventano paragonabili a porte stargate.

A questo punto esterno e interno, oggetto e soggetto, opera e spettatore diventano la stessa cosa: Hannibal... Lo spettatore programma il proprio Gioco.  Il Gioco però ingloba la spettatore, perché per fruire di uno stargate bisogna varcarne la soglia.  Cosi l'opera cresce inglobando ogni astante e il Tutto diventa sempre più Tutto.

Essendo l'Armonia-Opera lo scopo da raggiungere e considerando che si agisce in TERRA DI NESSUNO, dove estasi e morte sono coesistenti, ho aggiunto un elemento a controllo di tutto Il processo adottando la Bella Rosina: una golem-droide-totem che è una Guardia dei Sogni.  Ho scelto proprio una Guardia dei Sogni perché Sogno e Realtà per la mente sono la stessa cosa, come l'opera e lo spettatore-autore.  Cosi la Rosina porta, quando serve, dal greve al piacevole preservando l'integrità-armonia dell'uomo.  Attenzione: non si operano momenti censori, ma tramite un percorso adeguato Rosina sublima momenti topici in fasi di consapevolezza ammortizzando gli impatti traumatici. È questo fluidificare che indirizza lo spettatore verso una fase Armonica non solo personale ma Globale: oggetto e soggetto sono Uno.

Generalmente quando il Sistema riscontra inconvenienti questi hanno natura computeristica: Il punto debole è legato alla fisica estrema dei componenti.  Purtroppo la logica del "SEMPRE IN LINEA" non permette più di spegnere la periferica interessata, bisogna creshare.  Questo sembra in antitesi con quanto detto sopra, ma la Rosina si attiva anche in tal caso e trasforma la TERRA DI NESSUNO in gesto armonizzante dove il mouseman crea il proprio Centro.

Il Cerchio è Quadrato.

Che il CRONOTOPO di MINKOWSKI sia con Voi.

 

VEZATI E-Mail:vittorio.zottin@libero.it

 

Il tracciato pittorico di Vezati inizia tra Il '71 e il '72 con una fase di ricerca sullo spazio.  Da questo momento si diramano grovigli di filoni da scandagliare dove lo stendere il colore diventa l'elemento ultimo.  Infatti tale Odissea si concretizzerà solo verso il 1980.  La causa principale di tale tergiversare fu però la linea scelta che implicava la distruzione delle opere appena create.  Lo stemperarsi apparente di tale posizione portò ad una produzione effettiva, sensibile comunque al turbinio precedente.  Peso non trascurabile inoltre ebbe la Matematica, intesa come ricerca.  Lo svolgersi dei tempo non ha intaccato questa sete, portando Vezati ad un'attenzione estrema verso il circostante, ma ad una indipendenza totale di manifestazione: i suoi oggetti inseguono la loro malferma identità nell'evocazione di una sacralità perduta, dimenticata, cancellata sono cioè l'appercezione di quell'energia che pervade l'universo, incontenibile negli schemi angusti della conoscenza tecnico-scientifica, ma protagonista in quella magico-religiosa delle origini.

Portrait

Vezati

 

 

Ave Zati

di Albert Pazza (1985)

 

AVE ZATI,

LETE FRITE

TEETETO TECUCI TEDA.

 

PASERANTICA MENTOGGE

TOAL LAH

SOVRA NITASI

DELIA CHE MENNI DI'?

MA LEFIONI DI COMA?

DOSI E SECI?

TATE DAUNO

MOLTI TU DINEDI?

PICCO LINO DITRI?

BUT IN DUE RENI?

 

SI OCCIDE

'N TALE

DETTO COL CHI

DEO NO

E L'ALTRO ORI?

E UN TALECHI

AMATO IBERIA?

 

AVE ZATI

LETE FRITE

TEETETO TECUCI TEDA.