H.P. LOVECRAFT pseudobiblia
 

BIBLIOGRAFIA

PSEUDOBIBLIA

Lo scrittore americano L. Sprague De Camp così definì nel 1947 quei libri che non esistono e non sono mai esistiti, ma che vengono citati con il titolo e magari con qualche estratto in opere letterarie. Poteva il Sognatore di Providence esimersi da tali creazioni?

Per un QUADRO più esaustivo allarghiamo la definizione di PSEUDOBIBLIA:

 

a) Libri che sono esistiti, ma che non 

    si trovano più

b) Libri che non sono mai esistiti, ma che  

    potrebbero esistere

c) Libri che esistono, ma è come non ci  

    fossero

d) Libri che esisteranno,, ma che adesso

    non esistono

 

Un valido aiuto come primo manuale di pseudobiblia è

Index Librorum Prohibitorum

contenente i lunghi elenchi di tutti i libri  proibiti ai Cattolici sia come possesso che come semplice lettura, pena la Scomunica immediata. Nel libro di inquisitoria memoria c'è un mare di autentici pseudobiblia: partendo dai testi di metafisica tedesca del periodo della Controriforma si può arrivare a libri insospettabili poiché comunemente considerati "per ragazzi" oppure fino a testi che ci riguardano da vicino, come numerosi "Grimoires", o a testi del ciclo di Cthulhu. Notare che molti libri sono proibiti non per le cose che dicono, ma per quelle che non dicono, rispecchiando così il sagace detto di Papa Anastasio, che è:

plus essent nocitura insipientibus,

quam profutura sapientibus.

 

Pseudobiblia Lovecraftiani

 

1) NECRONOMICON

2) Manoscritti Pnakotici,

3) Il Testo di R'Lyeh, di questo interessante e pluricitato testo Lovecraft spiega poco o nulla: il temibile Cthulhu dorme mortalmente nella nascosta RLyeh, in fondo agli oceani, sognando il suo vendicativo risveglio evocato dai suoi particolari servi proprio mediante i rituali del libro.mondi servi.

4) I sette Libri di Hasan

5) I Canti dei Dhol

 

Citazione particolare a
Discourse on the Arte and Theorie of practical Magic
 che
Jack Hamilton Teed ritiene superiore a
molti pseudobiblia, è un ovvio riferimento al testo di
Aleisteir Crowley: Magic in Theory and Practice, del 1929, pubblicato in Italia col titolo "MAGIC" dalla Astrolabio-Ubaldini.

 
Altri Pseudobiblia

 

1) Libro di Eibon (Ciark Ashton  Smith),

2) Libro di Thot

3) Unausprechlichen Kulten

    di Robert Howard

4) Cultes des Ghoules del Comte D'Eriette

5) Frammenti di Celaeno di August Derleth 6) De Vermiis Misteriis di Ludwig Prinn

    (alias Robert Bloch).

7) I Riti neri di Robert Bloch sono un 

    omaggio a H.P.L. : l'improbabile autore è 

    un mistico sacerdote di Bast di nome

    LUVENHKERAPHF

 

 
   

© 2003 Art Web Center  - 1999 Huxleyville Press House

Più antico di tutti è il Libro di Toth, citato nella Storia di Setne Khaemuaset, riportata da un papiro dell'epoca dei Tolomei scoperto nel 1828 nella tomba di un mago tebano: da allora è spesso entrato a far parte di romanzi e racconti a sfondo occultistico.

 

 Non meno famose sono le Stanze di Dzyan, il sacro testo su cui la nobildonna russa Elena Biavatsky fondò la sua Società Teosofica (1875). 

 

Ambrose Bierce cita spesso nei suoi racconti un immaginario Libro segreto di liali mentre

 

Wobert Chambers inventò il terribile Re in giallo di cui anch'egli cita grani, soprattutto nella omonima raccolta di racconti dei 1895 di cui è il filo conduttore.  La lettura dei Re in giallo reca terrore, follia e tragedia. 

 

Proprio come avviene per il Necronomicon, il "libro dei nomi morti" o, forse meglio, "il libro delle leaai che governano i móai" (vedere Abdul Aihazred).

Chi non conosce oggi questo titolo, che un tempo era noto soltanto a una ristretta cerchia di fedeli lovecraftiani?  Film, libri, fumetti, rubriche letterarie portano questo nome evocativo, che HPL citò per la prima volta in un racconto dei 1921, La città senza nome, insieme al suo autore, l'arabo pazzo Abdul Aihazred, e ai famosissimi versi "Non è morto ciò che in etemo può attendere/ ma col passar di strane ere anche la morte può morire'.  Il racconto, riferisce HPL in una sua lettera, è basato su un sogno causato dalla sug , pestione di aver letto su íbro delle meraviglie di Lord Dunsany la frase "L'oscurítà senza riverberi dell'abísso" ' mentre il nome di Abdui Aihazred è lo Pseudonimo ideato per sè ciglio scrittore a cinque anni, dopo aver letto Le       Mille e una notte.

Lo           spunto concreto per ideare il "libro maledetto" venne a Lovecraft da un repertorio di rituali e formule magiche ormai classico, La chiave di Salomone, da lui conosciuto nell'edizione di A.E. Waite dei 1898.  Da questo nucleo originario, nato dalla necessità di introdurre un "qualcosa" che consentisse ai protaqonisti dei suoi racconti di richiamare sulla Terra spaventose divinità, si è sviluppata una vera e propria pseudorealtà cui hanno man mano contribuito, arricchendo l'idea principale o aaaiunp:ndo altri te sti tanf-d ricolosi quanto inEsistent . gli amici di HPL e@4uelli che ne portano ancora avanti l'eredità letteraria.

 

Libro Segreto di Hali

Scritto dallo sciamano mistico Hali, questo libro descrive i riti e i misteri di Carcosa e delle Iadi, visitate tramite il proprio doppio eterico.  Su Carcosa cfr. anche la voce The King in Yellow.  Frammenti sparsi di questo libro compaiono in alcuni racconti di Ambrose Bierce, fra i quali il più importante è senz'altro: An Inhabitant of Carcosa(4).

 

The King in Yellow

Dramma in due atti, di ignoto autore, apparso prima in Francia e subito dopo in Inghilterra verso il 1895. t un volume rilegato in giallo, la cui lettura conduce immancabilmente allafollia; nelle suepagine agisce l'innominabile Hastur, e le Iadi e la solitaria Carcosa gli fanno da scenario.  Robert W. Chambers pose l'azione nefasta di questo libro nel suo "romanzo circolare" dal titolo omonimo.  L'ideazione del The King in Yellow(5) è abbastanza complessa: bisogna risalire al 1884, data di pubblicazione del celebre romanzo A-Rèbours(6) di Joris Karl Huysmans, meglio conosciuto dagli specialisti come "la Bibbia del Decadentismo ". Libro estremamente colto e raffinato, in aura, appunto, di 'lfollia ". A-Rèbours presentava la copertina gialla... In seguito, Oscar Wilde, nel 1891, riprese l'idea del libro giallo apportatore di folría e perversione nel suo romanzo notissimo The Pieture of Dorian Gray(7).  Finalmente, il 15 aprile 1894, comparve a Londra il primo numero della rivista The Yellow Book(8) (Il Libro Giallo), illustrata da Aubrey Beardsley; an cora una volta, una rivista destinata a scuscitare scandali e riprovazioni moralistiche.  Nello stesso periodo, Robert W. Chambers svolgeva il suo mestiere di disegnatore fìgurinista di moda a Parigi, dove ovviamente si riflettevano come in uno specchio tutte le novità e gli "scandali" del bel mondo Londinese. .£ molto probabile, supponiamo che Beardsley abbia incontrato il nostro Chambers, durante uno dei suoi viaggi a Parigi!  E comunque è molto chiara l'origine e la struttura decadente dello pseudobiblium creato da Robert W. Chambers, sul cui tema hanno offerto contributi anche altri autori, fra i quali non si può fare a meno di citare Vincent Starrett(9)

 

De Tribus Impostoribus

A questo pseudobiblium, che del resto, come vedremo in seguito, esiste realmente, si ispirò Arthur Machen per il suo "capolavoro circolare" (definizione quanto mai appropriata Elèmire Zolla) The Three Impostors (1 0) del 1895 (più precisamente, uscito a fine dicembre 1894).  Secondo Sebastiano Fusco(10) del 1895 (piùprecisamente, uscito afine dicembre 1894). Secondo Sebastian o Fusco (1 1), l'opera in questione, diffusa durante il periodo rinascimentale, e aborrita per il suo supposto contenuto spaventosamente blasfemo (i tre "Impostori" non sarebbero altri che Mosè, Gesù Cristo e Maometto), sarebbe da attribuire all'imperatore Federico III Hohenstaufen; e tale testo può ritrovare riscontro nell'ultima edizione italiana stampata nel lontano 1864(12).  In realtà, le nostre ricerche tendono a smentire completamente quest'attribuzione.  Dopo aver investigato su certi testi senesi Francescani del XVsecolo, come La Leggenda dei Tre Compagni (1 3), ci siamo convinti che se per ventura un testo blasfemo come 1 Tre Impostori fosse esistito davvero, certamente gli organi preposti della Chiesa lo avrebbero tenuto nel giusto conto.  Ed infatti abbiamo trovato un Mosè, Gesù e Maometto, opera di Paul Thyry DHolbach, messo all'Indice con Decreto del 20 giugno 1864(14) Il Barone DHolbach fu una interessante figura di ateo illuminista e di erudito libertario, oggi del tutto dimenticato, tranne che da alcunefrange delpensiero Anarchico, anche nostrano, che lo hanno inscritto fra i loro ideologhi.  Infatti l'ultima edizione reperibile del testo "blasfemo ". col titolo de I Tre Impostori: Mosè, Gesù Cristo, Maometto(1 5) fu edita proprio da un gruppo Anarchico, per le cure del noto pensatore libertario Alfredo M. Bonanno, autore anche di un libretto sulle opere e l'ideologia del D'Holbach(16).

In margine a questa voce, è opportuno ricordare che Arthur Machen è autore anche di un altro pseudobiblium su cui poco o nulla possiamo dire: Le lettere di Aklo, testo manoscritto di rituali e accadimenti magici adombrante la "grande razza" ' citato, tra l'altro, nel simbolico racconto The White People(1 7).

 

Il Libro di Toth

Non citeremmo qui questo pseudobiblium, se non fosse accertato che un intero capitolo di questo che è il più potente fra i "Grimoires ". confluì nei contenuti delpiù notofra i varipseudobiblia, e cioè, il Necronomicon.  Per quanto riguarda tutte le ipotesi mitiche e storiche sullo pseudobiblia in questione, rimandiamo a un ottimo scritto specifico di Sebastiano Fusco(18), limitandoci in questa sede a ricordare l'uso letterario del Libro di Toth compiuto da Sax Rohmer (non a caso, confratello di Arthur Machen nella celebre "Golden Dawn" ... ) nel suo romanzo Brood of the Witch Queen del 1924(19).

 

In questo romanzo, Il Libro di Toth viene apparentemente e definitivamente distrutto dal Dr. Robert Cairn, dopo essere stato disseppellito dal Nilo presso la città di Koptos, avvolto nella classica combinazione da scatole cinesi, che in realtà nasconde un significato simbolico molto ovvio: una scatola d'oro in una scatola d'argento in una scatola di ebano e avorio in una scatola di sicomoro in una scatola di bronzo in una scatola di ferro.. -

 

i pseudobiblia legati ai Miti di Cthulhu, il Necronomicon (ovvero, Il Libro dei Nomi Morti) dispone di un dettagliatissimo studio bibliografico sulle sue 'lfortune" editoriali, la Storia e Cronologia del necronomicon(20), opera del suo stesso creatore H.P. Lovecraft, a cui rimandiamo i pochissimi lettori del tutto ignari della questione, per gli altri, la massa di lettori smaliziati, oltre che un ulteriore rimando alla "ricostruzione" a più mani effettuata anni fa(2 1) (e di cui consigliamo pro exempla il borgesiano testo di Colin Wilson), offriamo in questo specifico alcune notizie inedite sulla sua realmente effettiva consistenza materiale.  Secondo lo studioso americano Roger Bryant, il Necronomicon non sarebbe altro che la "versione" Lovecraftia.na di un testo realmente esistente: il Picatrix, raro libro di magia scritto da un arabo nel 12' secolo, e conosciuto sotto questo titolo per la traduzione rinascimentale eseguita in latino da Pico della Mirandola il notissimo scienziato, umanista ed esoterista.  In questa veste, il Picatrix fu citato anche nelle versioni originali dei capolavorifantastici-picareschi di Rabelais Gargantua e Pantagruele.  Un capitolo del Picatrix tradotto in inglese è reperibile nel saggio di John Thorndike A History of Magic and Experimental Science, mentre l'ultima traduzione integrale del "Grimoire" è invece in tedesco, inserita in "Studies of the Warburg Institute", Vol. 27', 1962: una traduzione, quest'ultima, a nostro parere, non del tutto attendibile.  Da parte nostra possiamo aggiungere che ciò che viene presentato come Picatrix (e conseguentemente, come Necronomicon) non è un trattato di magia, ma bensì un libro di Alchimia e medicina, con particolare attenzione agli aspetti della farmacopea erborista; libro attribuibile al medico e alchimista Abd Al-Latif, di Bagdad (sulla cuifigura, H.P. Lovecraft avrebbe creato l'arabo pazzo Abdul Alhazred), autore di un testo similare cono

sciuto dagli specialisti come Max Meyerhof sotto il nome convenzionale di "libro perduto "(22).

E libro perduto ci sembra davvero un eccellente definizione della natura e degli scopi del nostro tenebroso Necronomicon...

 

1 Manoscritti Pnakotici

Le pergamente dei Manoscritti Pnakotici furono stilate dal vecchio stregone Pnakotic, abitante nella remota e gelida Lomar, terra dell'antichissima civiltà Iperborea.  Gli osceni rituali delle pergamente servivano, tra l'altro, ad evocare da NKai il terribile Tsathoggua.  H.P. Lovecraft, creatore di questo pseudobiblium, indicò anche una traduzione inglese a cura di Franz Bendel.  Pnakotic Manuscripts.  Da parte nostra, nel 1978, creammo dei frammenti apocrifì dai Manoscritti Pnakotici, trovati a più riprese nel sottosuolo della villa d'Isia (meglio conosciuta come "Villa dei Misteri". ovviamente di natura isiaca), a Pompei.  Questi frammenti, (23) rivelatori di una parte degli orribili rituali di Hastur, sono ora seppelliti nell'archivio della Facoltà d'archeologia dell'Università di Napoli, e ovviamente non sono consultabili dal pubblico.

 

Indagini sui miti dei primitivi contemporanei, con particolare riferimento al Testo di R'Lyeh

Dotta dissertazione delprof.  Laban Shrewsbury, di A rkham, scritta verso il 1938.  Secondo il suo ideatore A ugust Derleth,

il prof.  Shrewsbury addirittura penetrò nella Città senza Nome, richiamando il "Kha" dell'arabo pazzo A bdul A lhazred per trafugare i superstitiframmenti della copia originale del terribile Necronomicon.  Inutile aggiungere che il malcapitato morì poco dopo la leggendaria impresa!  En passanti per completezza è doveroso citare che Laban Shrewsbury è autore altresì anche di uno studio inedito, Cthulhu nel Necronomicon, custodito sottoforma di manoscritto nella Miskatonic University di Arkham.

 

1 Sette Libri Criptici di Hsan

Altro oscuro pseudobiblium creato dallafervidafantasia dì H.P. Lovecraft, di cui nulla o quasi si conosce.  Personalmente, abbiamo provato a ricostruire alcuni frammenti dal terzo de 1 sette libri criptici di Hsan, ancora inediti poiché si tratta di testi davvero... criptici.

 

1 Canti di Dhol.

I Canti di Dhol (o Dhol Chants) sono l'ultimo, e meno noto pseudobiblium creato da Howard Phillips Lovecraft, di cui l'autore lascia ben poco da intendere. t lapalissiano però, che analogamente a Le lettere di Aklo, questi Canti di Dhol conservano un etimo prettamente Macheniano.

 

E libro di Eibon

Raccolta d'incantesimi compilata dal mago Eibon, della città di Iqqua, in Hyperborea.  L'origin ale, scritto nella lingua iperborea, è andato perduto; la versione odierna che si conosce, rimaneggiata e trasformata dai molti passaggi di traduzione, è quella medievale, in francese aulico, usata da un gruppo di stregoni e satanisti.  Secondo Clark Ashton Smith, è un manoscritto in pergamena, rilegato in cuoio, con borchie d'acciaio.  Inoltre, H.P. Lovecraft ne delineò una versione in latino, tradotta da Philippus Faber.- il Liber Ivonis, di cui una copia è reperibile presso la solita biblioteca della Miskatonic University di Arkham.

 

Il Testamento di Carnamagos

Secondo Clark Ashton Smith, si tratta dell'opera di un oscuro negromante vissuto nel nord Africa ai tempi della lontanissima civiltà pre-Egizia.  La prima versionefu scritta dallo stesso Carnamagos in rotoli di papiro sotto forma di geroglifici.  In epoca romana, fu trovata quindi un altra pergamena in una tomba presso Creta.  Questa pergamenafu volta in latino da un monaco medievale; passata attraverso mille mani, è oggi rilegata in pelle di zigrino, con fermagli in ossa umane.

Unausprechlichen Kulten

 

Raccolta di testi e rituali segreti (appunto, Culti Innominabili) di ogni parte del mondo, compilata dal tedesco Von Juntz e pubblicata per la prima volta a Dusseldorf nel 1839.  Questa prima edizione, l'unica integrale, conosciuta anche come il Libro Nero (The Black Book), fu ritirata subito dalla circolazine e distrutta.  Secondo Robert E. Ho ward, creatore di questo pseudobiblium, al giorno d'oggi esisterebbero solo sette copie della versione originale, con la copertina in pelle nera chiusa da borchie diferro.  Von Juntz, nato il 1795, morì il 1840, aggredito in pieno giorno, sotto gli occhi di tutti, da un mostro invisibile - forse uno Shantak - e fatto orribilmente a pezzi.  Del suo Unaussprechhchen Kulten, le edizioni Bridewall di Londra stamparono nel 1845 un edizione economica, mediocre e piena di refusi, ma abbastanza conforme al testo originale, mentre la Golden Goblin Press di New York, invece, ne stampò nel 1909 un edizione pesantemente censurata.

 

De Vermis Mysteriis

Ludvig Prinn scrisse questo putrido libro in carcere, a Bruxelles, alla vigilia della sua esecuzione: condannato a salire sul rogo in espiazione di atti di stregoneria.  I suoi Misteri del Vermefurono stampati in una versione latina a Colonia, l'anno dopo la sua morte.  Di questa edizione, un grosso volumeformato In-Folio stampato in caratteri gotici, rilegato in cuoio nero con risguardi in ferro, esiste una copia nella ben fornita biblioteca della Miskatonic University di Arkham, nel Massachussetts.  Robert Bloch, inoltre, assicura dell'esistenza di altre copie manoscritte dell'originale, parzialmente censurate; mentre Stephen

King afferma che in America esistono ben cinque copie manoscritte, in latino ed in druidico

 

1 Riti Neri

Opera del mistico Luvenhkeraphf, sacerdote di Bast.  Si tratta chiaramente di un riferimento scherzoso ad H.P. Lovecraft, ideato da Robert Bloch, non nuovo a questi kalembour.

 

Celaeno Fragments

 

Celaeno è una stella delle Iadi, dunque, questi Frammenti di Celaeno, ideati da A ugust Derleth, analogamente a Il Libro Segreto di Hali ed a Il Re in Giallo, contengono cronache e rituali sui segreti di Carnosa e su Hastur l'innominabile.

 

Cuites des Ghoules

Questo libro, di argomentofacilmente auspicabile, fu scritto dal Comte D'Erlette, gentiluomo francese giunto in A merica ai primi del '700, nonché avo di August Derleth, il quale assicura di avere avuto tra le mani una copia rilegata in pelle del rarissimo "Grimoire".

 

Seth Bishop's Book

Vera e propria Antologia del Male, secondo A ugust Derleth questo libro raccoglie estratti dal Necronomicon, dal Cultes des Ghoules, dai Manoscritti Pnakotici, e dal Testo di R'Lyeh.  Il vecchio Seth Bishop, stregone e servo degli Antichi, compilò quest'opera tra il 1919 ed il 1923; la copia che si conosce, è manoscritta, formato In-Folio, e rilegata in legno.

Canzone di Yste

Pseudobiblium crato da Robert A. W. Lo wndes.  La Canzone di Yste è un testo risalente al periodo pre-glaciale, e quindi scritto nella lingua della civiltà primordiale.  Tradotta in seguito dagli adepti "Dirka" in greco, arabo, latino ed inglese durante il Medioevo, la Canzone di Yste, da alcuni considerata perfino più malefica del nefando Necronomicon, contiene incantesimi per evocare le figure degli "Adumbrali"...

Rivelazioni di Glaaki

Libro rituale dei sacerdoti di Yigolonac; una specie di Bibbia blasfema, scritta grazie ad una guida sovrannaturale.  Secondo John Ramsey Campbell, le Rivelazioni di Glaaki sono contenute in dodici volumi, manoscritti databili ai primi del '900, il dodicesimo volume, il più terribile, fu distrutto nel 1969 da Sam Strutt, poco prima della sua orribile morte.

1 Frammenti di G'Harne

Secondo Brian Lumley, questi Frammenti di G'Harne (anche conosciuto come Ga'a Harme), sottoforma di frammenti di coccio ricoperti di scritture cuneiformi risalenti all'epoca pretriassica, furono trovati in Africa da Sir Amery Wendy-Smith verso il 1932, e tradotti in seguito dallo stesso scienziato.

 

Cthaat Aquadingen

Sempre Brian Lumley ha immaginato quest'altro pseudobiblium, il cui titolo, Cthaat Aquadingen, si può rendere come "Compendio delle COSE delle acque".  Di autore ignoto (probabilmente tedesco; forse un seguace di Von Juntz), di quest'opera si conosce un solo esemplare rilegato in cuoio, con borchie in ferro.  Inoltre, è doveroso aggiungere che un certo Feery è l'autore di Note sul Cthaat Aquadingen, testo, se possibile, ancorapiù raro del libro cheprende in esame!  Il Feery non è nuovo a questi studi, visto che è sua opera anche il testo parimenti raro delle Notes on the Necronomicon...

 

La Messa di St. Sécaire

Conosciuto anche sotto il titolo de Le Messe degli Uomini Ombra, secondo David Raff, questo pseudobiblium risale al XVII secolo, originario della Guascogna e scritto in lingua Basca.  I suoi osceni rituali servono ad evocare Sekha (che potremmo rendere come "Morte Secca"), altro nome della Senzanaso, o Nostra Signora delle Tenebre (cfr. la voce Megapolisomancy).

 

Mad Berkley's Book

Secondo David Sutton e Brian Lumley, il pazzo Berkley raccolse in questo suo libro i peggiori estratti del Necronomicon, del Cthaat Aquadingen, e dell'Unaussprechlichen Kulten.  Rilegata in cuoio marrone con chiusure metalliche. l'opera risa ad un secolo fa, anche se il vecchio Berkley affermava di avere centinaia d'anni...

 

Megapolisomancy:     a new science of cities

Testo scritto da Thibaut De Castries nel 1890, e stampato nello stesso anno in          una mediocre edizione privata, rilegata in grigio.  Secondo Fritz Leiber, che, sotto mentite spoglie, ritrovò il testo nel 1978, questa Megalopolimanzia: una nuova scienza urbanistica, contiene tutto ciò che è necessario per evocare i "Paramentali" ' entità simili agli "Adumbrali" della Canzone di Yste, con le stesse prerogative di Sekha, altrimenti detta la Senzanaso, o Nostra Signora delle Tenebre(25).  Anche Clark Ashton Smith scampò di stretta misura, sempre secondo Leiber, i nefasti influssi di questo "Grimoire ". la cui intera tiratura fu in seguito bruciata dallo stesso autore De Castries,- due coppie sopravvivono in collezioniprivate a San Francisco, in America.

 

Theratobiblion

Testo attribuibile al monaco Stilita originario della Siria conosciuto come Cosma Damasceno, che si votò ad un eterno silenzio, come il suo coevo arabo 'spazio " A bdul A lhazred, a causa degli orribili segreti rivelati in questo libro.  Claudio Asciuti adoperò alcuni brani del Theratobiblion nel corso del 1980, per illustrare la sua performance teatrale Il Guardiano della Soglia, d'ispirazione Lovecraftiana(26).Tsim-TsumPseudobiblium creato da Domenico D'Amico nel 1981, il cui testo presenta, oltre a rituali vari, le cronache delle orride Cesta delle "cose-maiali "descritte da William Hope Hodgson. Il testo, manoscritto ed illustrato, è nella collezione privata di M.D. Cammarota Jr(27).l